ECONOMIA

L'agricoltura è stata da sempre il settore principale dell'economia locale. Anche se la superficie agraria del territorio è poco più di 2.000 ettari, la superficie effettiva su cui espletano la loro attività i raffadalesi si espande fin sulla sponda sinistra del Platani. Negli ultimi decenni, anche con l'avvento di nuovi mezzi meccanici e con l'uso di fertilizzanti, sono state operate profonde trasformazioni che hanno permesso di rendere fertili i terreni e iniziare il processo di potenziamento ed ammodernamento dell'agricoltura.
Fra le coltivazioni erbacee più diffuse figurano il grano duro (particolarmente adatto alle nostre condizioni climatiche) e l'orzo fra i cereali; le fave e i ceci fra legumi. Meloni, pomodori e zucche fra le piante ortive.
Le coltivazioni arboree presenti sono le mandorle, l'olivo, il pistacchio, i carrubi e gli alberi da frutta.
L'attività agricola preminente rimane legata alle colture a ciclo autunnale - primaverile, alimentate dalle piogge del periodo ottobre marzo, con prevalenza di alcune specie come il grano e leguminose primaverili.
Ma accanto a questa agricoltura scarsamente remunerativa si sono diffuse negli ultimi anni colture più pregiate e redditizie come la vite, il pesco e l'ulivo. A questa espansione agricola ha contribuito in notevole misura il progresso tecnologico e una viabilità rurale, particolarmente ricca ed estesa.
I vigneti sono il fiore all'occhiello dell'agricoltura locale ed oggi si continua a lavorare per migliorare la qualità seguendo l'orientamento del mercato. La varietà più rappresentativa è il tradizionale vitigno autoctono 'nzolia. I nostri vini rossi si caratterizzano per il sapore forte, il colore rosso rubino e per la medio-alta gradazione alcolica, mentre i vini bianchi hanno un gusto delicato. Le varietà principali di ulivo sono la Biancolilla, la Passulunara, e la Nocellara che può essere usata anche come oliva da mensa.
Considerevole risulta il patrimonio zootecnico rappresentato da bovini, ovini e caprini.
Notevole la produzione di miele vergine integrale; di pregevole qualità è il miele di mandorle.
Oltre all'agricoltura l'economia è basata sull'artigianato locale rappresentato da diverse figure che operano in settori come l'edilizia con piccole imprese attive per la produzione di calcestruzzo, di travetti per solai, di manufatti in cemento ed attività metallurgiche.
Rilevante per l'economia del Comune è l'attività di settore legata all'edilizia di tipo residenziale.
Il commercio è rappresentato da operatori che si occupano della vendita al dettaglio, con esercizi di supermercato, di abbigliamento e locali di ristorazione.
Notevole risulta il numero di abitanti che conducono aziende agricole col sistema del part-time, volendo indicare con questo termine, aziende in cui il conduttore ha anche altre attività professionali complementari o prevalenti.
Ma certo parecchi dei numerosi piccoli coltivatori diretti non riescono a trarre dalle loro proprietà un reddito sufficiente che assicuri loro condizioni di vita decorosa. Da ciò la tendenza di qualche membro della famiglia a cercare nuove attività e a spostarsi dalla campagna alle aree industriali del nord d'Italia e d'Europa.
Fiorente è il commercio cerealicolo e dei mobili.
Sfruttando la coltivazione locale del pistacchio e del mandorlo, negli ultimi anni piccole industrie dolciarie, rivisitando antiche tradizioni della cultura dolciaria araba, normanna e spagnola, hanno dato vita ad una vera e propria produzione dolciaria, a straordinari capolavori del palato come i ricci di mandorla o al pistacchio, il panettone artigianale farcito con una prelibata crema al pistacchio, il gelato, dolcetti vari nonché una crema di pistacchio da spalmare direttamente sul pane o un preparato al pistacchio per condire primi piatti.
L'attività turistica si fonda sulla mitezza del clima e sull'alto interesse culturale del suo patrimonio archeologico che annovera, tra l'altro, reperti testimonianti tracce di stanziamenti umani che risalgono al Neolitico.
Proprio sotto l'aspetto turistico, Raffadali può aspettarsi molto dallo sviluppo del turismo artistico - culturale (legato alla zona archeologica della valle dei templi) e di quello locale, incentivato dalle nuove prospettive dell'agriturismo.

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