COMUNE DI RAFFADALI

 

REGOLAMENTO PER L’ISTITUZIONE

E IL FUNZIONAMENTO DELLE

COMMISSIONI CONSILIARI

 

REGOLAMENTO

PER L’ISTITUZIONE E IL FUNZIONAMENTO

DELLE COMMISSIONI CONSILIARI

 

REGOLAMENTO

PER L’ISTITUZIONE E IL FUNZIONAMENTO

DELLE COMMISSIONI CONSILIARI

Capo I

DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 1

Oggetto e finalità

1. Il presente regolamento, predisposto in applicazione dello statuto di questo Comune disciplina l'istituzione, le adunanze, l'organizzazione, il funzionamento, i poteri e le funzioni delle Commissioni consiliari.

2. Il Consiglio comunale é l'organo d'indirizzo e di controllo politico - amministrativo di tutta l'attività dell'Ente. Le competenze, così come le varie funzioni dei consiglieri sono previste dal vigente ordinamento EE.LL., così come integrato e modificato dalle LL.RR. 48/91, 7/92 e 26/93, dalle LL.RR. 25 e 30 del 2000, dallo statuto e dal presente regolamento.

3. Le Commissioni consiliari costituiscono articolazioni del Consiglio comunale ed esercitano le loro funzioni concorrendo ai compiti di indirizzo e di controllo politico - amministrativo; oltre all'esame preliminare degli atti, possono essere incaricate dal Consiglio di effettuare indagini conoscitive.

4. L'attività del Consiglio, delle Commissioni e le funzioni dei Consiglieri devono ispirarsi ai principi di correttezza, trasparenza, informazione, partecipazione, legalità, funzionalità ed efficacia dell'azione amministrativa.

5. Le determinazioni su situazioni o questioni che non sono disciplinate dalla legge, dallo statuto e dal presente regolamento, sono adottate, udito se necessario la conferenza dei Capi gruppo e il parere del Segretario comunale, dal Presidente del Consiglio ispirandosi ai detti principi nel rispetto delle citate norme.

Art. 2

Norme di riferimento

  1. Le norme di riferimento che regolano le adunanze, l'organizzazione, il funzionamento, il potere e l'esercizio delle funzioni delle Commissioni e del Consiglio comunale, le potestà, i diritti e i doveri dei consiglieri comunali e del presidente sono: il vigente ordinamento EE.LL., le LL.RR. 48/91, 7/92 e 26/93, dalle LL.RR. 25 e 30 del 2000, le altre leggi vigenti in materia, le leggi nazionali richiamate o recepite o in qualsiasi modo applicabili in Sicilia e lo statuto comunale.

2. Nell'applicazione del presente regolamento dovranno essere rispettate tutte le norme di riferimento; inoltre le presenti norme saranno disapplicate, in attesa di un loro adeguamento, qualora, per intervenute modifiche della legislazione statale o regionale, fossero in contrasto con le citate norme di riferimento.

Art. 3

Interpretazione del regolamento

1. Nell'applicazione e nell'interpretazione delle norme del presente regolamento dovranno essere tenuti presenti i principi enunciati al precedente articolo 1 e le norme richiamate al precedente articolo 2.

2. Le eccezioni sollevate durante le riunioni delle Commissioni da Consiglieri componenti, relative all'interpretazione di norme del presente regolamento da applicare per la trattazione di argomenti iscritti nell'ordine del giorno, sono sottoposte al Presidente della Commissione. Egli, se necessario, sospende brevemente la seduta per esaminare e risolvere le eccezioni sollevate. Quando la soluzione non risulti immediatamente possibile, il Presidente rinvia l'argomento oggetto dell'eccezione a successiva adunanza. Nei giorni seguenti attiva la procedura di cui al quarto comma.

3. Le eccezioni, relative all'interpretazione di norme del presente regolamento, sollevate da componenti o da Consiglieri comunali al di fuori delle riunioni devono essere presentate per iscritto al Presidente del Consiglio.

4. Il Presidente, se la soluzione non risulti immediatamente possibile, incarica il Segretario comunale di istruire la pratica con il suo parere e sottopone la stessa, nel più breve tempo, alla Conferenza dei Capi gruppo.

5. Qualora nella Conferenza dei Capi gruppo l'interpretazione prevalente non ottenga il consenso dei tre quinti dei Consiglieri dai Capi gruppo rappresentati, la soluzione é rimessa al Consiglio il quale decide, in via definitiva, con il voto favorevole della maggioranza dei Consiglieri assegnati.

6. L'interpretazione della norma ha validità permanente ed in merito alla stessa non sono ammesse ad esame ulteriori eccezioni. Della stessa viene fatta annotazione a margine del relativo articolo del presente regolamento.

Art. 4

Sede delle adunanze

1. Le adunanze delle Commissioni si tengono, di regola, presso la sede comunale, nell'aula all'uopo destinata nella quale, oltre ai posti per il Presidente, per i Consiglieri componenti e per il Segretario, devono essere riservati i necessari posti per il Sindaco e per gli assessori invitati.

2. Durante le sedute possono avere accesso nella parte riservata ai componenti anche le persone delle quali é stata disposta l'audizione e quelle invitate dal Presidente, in relazione alle questioni poste all'ordine del giorno.

3. Il Presidente può stabilire che le riunioni si tengano eccezionalmente in luogo diverso dalla sede comunale, ma sempre nell'ambito territoriale del Comune, quando ciò sia reso necessario dall'inagibilità od indisponibilità della sede stessa, o sia motivato da ragioni di carattere sociale che fanno ritenere opportuna la presenza della Commissione sui luoghi ove

si verificano situazioni particolari, esigenze ed avvenimenti che richiedono l'impegno la solidarietà o la partecipazione della Comunità.

4. La sede ove si tiene la riunione deve essere sempre indicata nell'avviso di convocazione. Per le riunioni da tenersi fuori dalla sede comunale il Presidente deve darne tempestiva notizia al pubblico con apposito avviso da pubblicarsi all'albo pretorio.

Art. 5

Pubblicità delle adunanze

1. Su determinazione del Presidente della commissione, anche su richiesta del Sindaco o di 1/3 dei membri della stessa commissione, le adunanze possono essere pubbliche. In questo caso nell'apposito spazio riservato al pubblico, chiunque può assistervi in silenzio, mantenendo un contegno rispettoso ed astenendosi da qualsiasi commento o segno di approvazione o disapprovazione.

  1. Gli argomenti da esaminare in seduta pubblica sono specificati nell'avviso di convocazione.

4. Quando nella trattazione di un argomento in seduta pubblica siano introdotte valutazioni su moralità, correttezza, capacità e comportamenti di persone, il Presidente chiude la discussione senza ulteriori interventi. La Commissione, su proposta motivata di almeno due componenti può deliberare, a maggioranza dei presenti, il passaggio in seduta segreta per continuare il dibattito.

5. Durante le sedute segrete può restare in aula, oltre ai componenti, al Sindaco o Assessore in sua rappresentanza il Segretario della Commissione. Tutti sono vincolati al segreto d'ufficio.

Art. 6

Riunioni "aperte"

1. In presenza di particolari condizioni previste dallo statuto o di rilevanti motivi d'interesse della comunità, su richiesta del Sindaco o su propria determinazione, il Presidente del Consiglio può convocare la Commissione in riunione "aperta", nella sua sede abituale od anche nei luoghi particolari previsti dall’Art. 4 del presente regolamento.

2. Tali riunioni hanno carattere straordinario ed alle stesse, con i Consiglieri comunali, possono essere invitati Parlamentari, rappresentanti dello Stato, della Regione, della Provincia, di altri Comuni, delle Circoscrizioni, degli organismi di partecipazione popolare e delle associazioni sociali, politiche e sindacali interessate ai temi da discutere.

3. In tali particolari riunioni il Presidente, garantendo la piena libertà di espressione dei Consiglieri, consente anche interventi dei rappresentanti invitati, che portano il loro contributo di opinioni, di conoscenze, di sostegno e illustrano alla Commissione gli orientamenti degli enti e delle parti sociali rappresentate.

4. Durante le riunioni "aperte" non possono essere adottate decisioni, ma dell'adunanza può essere redatto un sommario processo verbale.

 

 

Capo II

I COMPONENTI LE COMMISSIONI

Art. 7

Mandato elettivo

1. L'elezione dei Consiglieri comunali, la loro entrata e durata in carica, il numero dei Consiglieri attribuito al Comune, la loro posizione giuridica, lo status e le indennità sono regolati dalla legge, con le specificazioni previste dallo Statuto.

2.I Consiglieri rappresentano l'intera comunità senza vincolo di mandato. Hanno il dovere di partecipare alle sedute del Consiglio e delle commissioni o organismi di cui fanno parte

3. Il Consigliere comunale è responsabile, personalmente, dei voti espressi in favore o contro i provvedimenti deliberati dalla Commissione. E' esente da responsabilità il Consigliere assente, che non abbia preso parte alla deliberazione, che abbia dichiarato, prima della votazione, il proprio dissenso od abbia espresso voto contrario, chiedendo di far risultare a verbale la sua posizione.

4. I Consiglieri, anche nelle riunioni delle Commissioni, debbono astenersi dal prendere parte alla discussione ed alla votazione di deliberazioni riguardanti impieghi, interessi, liti o contabilità, propri o di loro parenti o affini sino al quarto grado o del coniuge o del convivente, nei confronti del Comune o aziende comunali o soggette al controllo o vigilanza del comune.

5. L’obbligo di astensione non si applica ai provvedimenti normativi o di carattere generale, se non nei casi in cui sussista una correlazione immediata e diretta fra il contenuto della deliberazione e specifici interessi del Consigliere o di parenti o di affini fino al quarto grado o del coniuge o del convivente.

6. Per i piani o strumenti urbanistici l’interesse e la correlazione va rilevata ai sensi dell’articolo 1 della legge regionale n.57/95 e successive modifiche secondo la normativa vigente.

7. Qualora gli interessati non dovessero allontanarsi dall’aula della riunione della Commissione non vengono computati nel numero dei presenti necessari per la validità della seduta.

Art. 8

Dimissioni, decadenza, cessazione

1. Le dimissioni, la decadenza, la rimozione, la sospensione, la surroga, dei Consiglieri sono regolati dalla legge con le specificazioni previste dallo Statuto; inoltre, per i componenti le Commissioni si applicano le norme del presente regolamento.

2. Le dimissioni dalla carica di componente la Commissione debbono essere presentate al Consiglio con comunicazione scritta e sottoscritta, inviata al Presidente del Consiglio e per

conoscenza al Segretario comunale, o formalizzate nella seduta del Consiglio e inserite a verbale.

3. Le dimissioni sono irrevocabili, immediatamente efficaci e non necessitano di presa d'atto. Il Consiglio comunale procede alla surrogazione nella prima seduta utile.

4. La decadenza dalla carica di componente la Commissione per tre assenze consecutive e non giustificate dalle riunioni é dichiarata dal Consiglio comunale nella seduta immediatamente successiva alla scadenza del termine assegnato dalla contestazione fatta dal Presidente del Consiglio. Prima di dichiarare la decadenza il Consiglio esamina le eventuali giustificazioni, presentate per iscritto al Presidente dall'interessato, e decide conseguentemente.

5. La perdita per qualsiasi causa della qualità di Consigliere comporta automaticamente la cessazione dalla funzione di componente di qualsiasi Commissione, senza necessità di alcuna presa d'atto o comunicazione.

6. Il Presidente del Consiglio, verificatesi le dimissioni o la decadenza oppure la cessazione del componente la Commissione, iscrive all'ordine del giorno del primo consiglio utile la sua sostituzione.

Art. 9

Diritto d'iniziativa

1. I componenti, oltre al diritto di richiedere la convocazione della Commissione, hanno diritto d'iniziativa su ogni argomento sottoposto all'esame della stessa. Esercitano tale diritto mediante la presentazione di proposte e di emendamenti agli argomenti iscritti all'ordine del giorno della Commissione, oppure mediante richiesta di un esame e di un dibattito generale.

2. I componenti hanno facoltà di presentare proposte concernenti materie comprese nella competenza della Commissione stabilita dallo statuto e dal regolamento.

3. Le proposte, formulate per iscritto ed accompagnate da una relazione illustrativa, sottoscritte dal Consigliere proponente, sono inviate al Presidente della Commissione, il quale le trasmette al Segretario della Commissione per l'istruttoria. Nel caso che la proposta esuli dalle competenze della Commissione o non sia legittima, il Presidente comunica al componente proponente che la stessa non può essere sottoposta alla Commissione.

Art. 10

Diritto d'informazione e di visione

1. I componenti hanno diritto di ottenere dagli uffici del Comune, dalle aziende, istituzioni ed enti dipendenti, tutte le informazioni in loro possesso, utili all'espletamento del loro compito. Inoltre hanno diritto di prendere visione dei provvedimenti e degli atti preparatori in essi richiamati nei modi e tempi previsti dai vigenti regolamenti, che si intendono modificati con le disposizioni più favorevoli del presente regolamento.

  1. I componenti, inoltre, hanno diritto di informazione e di consultazione su tutti gli atti dell'amministrazione comunale, esclusi quelli riservati per legge o regolamento o in virtù di una motivata e eccezionale disposizione del Sindaco, in conformità a quanto previsto dalla L.R.10/91 e dalla L.R. 48/91.

3. L'esercizio dei diritti di cui al primo e secondo comma é effettuato dai Componenti richiedendo direttamente le informazioni e la consultazione degli atti al Segretario comunale ed ai dirigenti o dipendenti responsabili preposti ai singoli uffici, mediante richiesta scritta con l'indicazione puntuale degli atti o dei provvedimenti.

4. Per l'esercizio delle loro funzioni, i componenti le Commissioni possono chiedere informazioni, su argomenti che riguardano direttamente i compiti e le materie della propria Commissione, direttamente al Presidente della Commissione, che risponderà nella prima riunione utile.

 

Capo III

GLI ORGANI CONSILIARI

Art.11

I gruppi consiliari

  1. I Consiglieri comunali possono costituirsi in gruppi, e ne danno comunicazione al Presidente e al Segretario C.le unitamente alla indicazione del nome del Capo Gruppo.
  2. Qualora non si esercita tale facoltà o nelle more della designazione i gruppi sono individuati nelle liste che si sono presentate alle elezioni e relativi capo gruppo nei consiglieri che abbiano riportato il maggior numero di preferenze purché tali gruppi siano composti da almeno due membri.
  3. I consiglieri comunali possono costituire gruppi non corrispondenti alle liste elettorali nei quali sono stati eletti purché tali gruppi risultino composti da almeno tre membri.
  4. E’ istituita presso il Comune di Raffadali, la conferenza dei capi gruppo finalizzata a: dare ai consiglieri una adeguata e preventiva informazione sulle questioni da sottoporre al consiglio; concordare il calendario dei lavori del Consiglio, l’inserimento degli argomenti all’o.d.g. il loro aggiornamento nonché i modi e i tempi della discussione. La disciplina, il funzionamento e le specifiche attribuzioni sono contenute nel presente regolamento.
  5. I gruppi consiliari hanno diritto a riunirsi in un locale comunale, messo a disposizione per tale scopo dal Sindaco.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Art. 12

Conferenza dei Capi gruppo

1. La Conferenza dei Capi gruppo é organismo consultivo del Presidente del Consiglio comunale, concorrendo a definire la programmazione ed a stabilire quant'altro risulti utile per il proficuo andamento dell'attività del Consiglio.

2. Il Presidente può sottoporre al parere della Conferenza dei Capi gruppo, anche prima dell'iscrizione nell'ordine del giorno della relativa Commissione, argomenti di particolare interesse e urgente.

3. Le questioni inerenti il funzionamento delle Commissioni, il loro coordinamento e l'interpretazione del presente regolamento possono essere dal Presidente del Consiglio sottoposte alla Conferenza dei Capi gruppo, che in questi casi sentirà i Presidente o i vice presidente della varie Commissioni.

5. La Conferenza dei Capi gruppo è convocata dal Presidente del Consiglio, anche su richiesta di uno dei Capi gruppo, e presieduta dallo stesso o da chi ne fa le veci. I Capi gruppo hanno facoltà di delegare in loro vece un Consigliere del proprio gruppo a partecipare alla Conferenza.

6. La Conferenza dei Capi gruppo è convocata con avviso scritto con l’indicazione degli argomenti da trattare, da consegnare con le modalità delle convocazione del Consiglio comunale almeno due giorni prima di quello della riunione. Durante le sedute consiliari la Conferenza è convocata verbalmente ed all’istante.

7. Le adunanze sono valide quando i partecipanti rappresentano almeno la metà dei Consiglieri in carica. Alla riunione partecipa il Segretario comunale od un suo delegato ed assistono i funzionari comunali richiesti dal Presidente del Consiglio. Delle riunioni della Conferenza dei Capi gruppo viene redatto verbale nella forma di resoconto sommario.

Art.13

Il Presidente del Consiglio

1. II Presidente rappresenta l'intero Consiglio comunale, ne tutela la dignità del ruolo ed assicura l'esercizio delle funzioni allo stesso attribuite dalla legge, dallo statuto e, per quanto riguarda le Commissioni, dal presente regolamento.

2. In caso di assenza o impedimento, il Presidente é sostituito in ogni funzione o potere dal vice Presidente e, in caso di assenza o impedimento di quest'ultimo, dal Consigliere, che ha riportato il maggior numero di preferenze individuali, indipendentemente dalla lista di appartenenza.

3. Il Presidente, o chi lo sostituisce, esercita le funzioni attribuitegli dalla legge, dallo statuto, dalle norme vigenti in questo Comune e dal presente regolamento.

4. In caso di assenza o impedimento del Presidente sarà cura del Segretario informare e sottoporre al sostituto gli adempimenti previsti dalle norme vigenti.

 

 

 

 

Capo IV

LE COMMISSIONI PERMANENTI

Art. 14

Costituzione e composizione

  1. In seno al consiglio comunale sono costituite sei Commissioni permanenti composte, ciascuna, da n°5 Consiglieri C.li, garantendo in ciascuna commissione la rappresentanza delle opposizioni, con competenze nei settori:
    1. Commissione Affari Generali, Programmazione;
    2. Commissione Bilancio, Finanze, Patrimonio, Attività Produttive;
    3. Commissione Urbanistica, Lavori Pubblici, Ambiente Protezione Civile;
    4. Commissione Servizi Sociali, Scuola, Cultura, Sport, Tempo Libero;
    5. Commissione di Controllo e di Garanzia;
    6. Commissione Industria, Commercio, Artigianato Lavoro e Cooperazione;

  2. Alla Commissione Affari Generali sono affidate tutte le materie non specificatamente assegnate ad altre Commissioni;
  3. Il numero delle Commissioni Consiliari permanenti potrà essere variato con semplice delibera del Consiglio C.le,
  4. Le sedute delle Commissioni consiliari permanenti sono pubbliche, tranne i casi espressamente previsti dal regolamento e salvo che la commissione decida a maggioranza di rendere segrete le sedute;
  5. Le Commissioni consiliari permanenti possono altresì avvalersi dell’apporto di periti consulenti tecnici o esperti anche esterni all’Amministrazione eventualmente nominati dal Sindaco ex art.14 L.R. 7/92 e successive modifiche;
  6. La Presidenza della Commissione di Controllo e garanzia è attribuita alla minoranza;
  7. A ciascuna Commissione viene assegnata idonea dotazione organica di personale per le attività di supporto operativo e risorse finanziarie necessarie per il funzionamento della stessa;
  8. Le modalità di funzionamento sono stabilite dal regolamento;
  9. Le Commissioni, nelle materie di propria competenza, verificano l’esatto adempimento degli atti e degli indirizzi politico-amministrativi adottati dal Consiglio.
  10. Per l’elezione dei componenti delle singole Commissioni Consiliari permanenti va seguito il sistema del voto limitato ad un componente;

 

 

 

Gli organi esecutivi del Comune sono tenuti ad uniformarsi ai pareri ed alle proposte dati a riguardo dalle Commissioni consiliari, con riferimento all’attività di cui al 1° comma, se approvate con maggioranza qualificata dei 4/5 dei componenti.

Le Commissioni riferiranno al Sindaco e al Consiglio Comunale, trimestralmente, sull’esito delle proprie attività, per gli adempimenti di propria competenza.

Art. 14 bis

Il Presidente su designazione del componente effettivo nomina il componente supplente della Commissione Consiliare.

 

Art. 15

Presidenza delle Commissioni

1. Ciascuna Commissione permanente é presieduta da un componente eletto dalla stessa Commissione nel proprio seno, con votazione palese, a maggioranza dei voti dei componenti con esclusione della Commissione di cui al Comma 6 dell’art.10 del vigente Statuto Comunale.

2. Successivamente e con le stesse modalità viene eletto un vice Presidente della Commissione.

3. La nomina del Presidente e del vice Presidente avviene nella prima riunione della Commissione, da tenersi entro venti giorni da quello in cui é divenuta esecutiva la deliberazione di nomina della Commissione.

4. La prima riunione è convocata dal Presidente del Consiglio, che presiede la Commissione fino all’elezione del relativo Presidente.

5. Il Presidente del Consiglio comunica la costituzione della Commissione, le sue eventuali variazioni e la nomina del Presidente e del vice al Sindaco, al segretario comunale, al Collegio dei Revisori dei conti, al Difensore Civico, ai Consigli circoscrizionali ed agli organismi di partecipazione popolare, se costituiti. La nomina del Presidente e del vice è comunicata anche al Consiglio comunale.

6. Il Presidente del Consiglio Comunale può partecipare alle sedute senza diritto di voto.

Art. 16

Convocazione delle commissioni

1. Il Presidente, o chi ne fa le veci, convoca e presiede la Commissione, fissando la data delle adunanze e gli argomenti da trattare in ciascuna di esse. Ogni membro della Commissione può proporre l'iscrizione all'ordine del giorno di argomenti che rientrano nella competenza della Commissione. Il Presidente decide sulla richiesta e, in caso di motivato diniego, il Consigliere proponente può chiedere che la decisione definitiva sia adottata dalla Commissione.

2.La convocazione é effettuata dal Presidente, su propria determinazione o su richiesta scritta, con l'indicazione degli argomenti da trattare, di un terzo dei membri della Commissione, oppure su richiesta scritta di almeno un terzo dei Consiglieri comunali in carica. La riunione deve essere tenuta entro 15 giorni dalla presentazione della richiesta al protocollo generale del Comune.

3. Le convocazioni di cui ai precedenti commi sono disposte con avviso scritto, contenente l'indicazione del giorno, ora, luogo ove si tiene la riunione e dell'ordine del giorno da trattare, da recapitarsi ai componenti della Commissione, nel loro domicilio, almeno 48 ore prima dell'adunanza.

4. Della convocazione e del relativo ordine del giorno deve essere data comunicazione, entro lo stesso termine, al Sindaco ed agli Assessori delegati alle materie da trattare nella riunione, che sono tenuti ad intervenire e, se richiesti, a relazionare in merito ai punti all'ordine del giorno.

5. Gli atti relativi agli affari iscritti all'ordine del giorno sono depositati presso la segreteria comunale almeno 24 ore prima della riunione, a disposizione dei membri della Commissione.

Art. 17

Riunioni delle Commissioni

1. La riunione della Commissione é valida quando sono presenti almeno la metà dei componenti in carica. Le sedute delle Commissioni sono pubbliche e ai lavori possono assistere i cittadini ed i rappresentanti degli organi di informazione. Il Presidente convoca la Commissione in seduta segreta esclusivamente per la trattazione di argomenti che comportano apprezzamento del comportamento e della moralità di persone o quando la pubblicità dell'adunanza possa arrecare grave nocumento agli interessi del Comune.

2. Le funzioni di Segretario della Commissione sono svolte dal dipendente comunale eventualmente assegnato all'ufficio del Consiglio o, in mancanza, dal dipendente designato dal Sindaco.

3. Spetta al Segretario della Commissione curare il tempestivo recapito degli avvisi di convocazione, la predisposizione degli atti da sottoporre alla Commissione ed il loro deposito preventivo. Egli cura ogni altro adempimento necessario e conseguente al funzionamento della Commissione. Redige il verbale sommario delle adunanze che viene dallo stesso, unitamente al Presidente, sottoscritto e depositato con gli atti dell'adunanza.

4. Copie dei verbali delle adunanze delle Commissioni su argomenti generali sono trasmesse al Sindaco, ai Capi gruppo ed al Segretario comunale. I verbali relativi all’esame della proposte di deliberazioni del Consiglio vengono depositate, anche per estratto, nei fascicoli degli atti deliberativi ai quali si riferiscono, affinché possano essere consultati dai Consiglieri comunali. Sono esclusi dalla citata procedura gli argomenti trattati dalla Commissione in seduta segreta.

 

 

 

Art. 18

Funzioni delle Commissioni

1. Le Commissioni permanenti sono articolazioni del Consiglio comunale ed esercitano le loro funzioni concorrendo ai compiti d'indirizzo e di controllo politico - amministrativo allo stesso attribuiti anche mediante la valutazione preliminare degli atti di programmazione e pianificazione operativa e finanziaria e l'approfondimento dei risultati periodici del controllo della gestione corrente e degli investimenti.

2. Le Commissioni provvedono all'esame preliminare degli atti di competenza del Consiglio, alle stesse rimessi dal Presidente del Consiglio o rinviati dal Consiglio. Sono sottoposte obbligatoriamente all'esame delle Commissioni le proposte di deliberazioni sulle quali siano stati espressi pareri non favorevoli dai responsabili dei servizi ai sensi dell’Art. 53 della legge 8 giugno 1990, n.142 o non sia stata rilasciata l'attestazione di copertura finanziaria di cui all’Art. 55 della stessa legge ed inoltre gli atti di programmazione e pianificazione, bilanci e conto consuntivo, atti normativi e atti di istituzione di tributi, servizi, organismi di decentramento e di partecipazione, referendum.

  1. Le Commissioni provvedono all'esercizio delle funzioni di cui al precedente comma nel più breve tempo, riferendo al Consiglio con relazioni inviate anche al Sindaco e illustrate all'assemblea consiliare da un relatore designato dalla Commissione.
  2. Le Commissioni hanno potestà d'iniziativa per la presentazione di proposte di deliberazioni e mozioni, nell'ambito delle materie di loro competenza. Le relative proposte vengono rimesse al Segretario comunale per la necessaria istruttoria. Quando l'istruttoria si conclude con l'attestazione di copertura finanziaria ed i pareri favorevoli previsti dalla legge, la proposta, se non urgente, viene iscritta all'ordine del giorno della prima adunanza ordinaria del Consiglio. Se manca l'attestazione di copertura finanziaria ed i pareri sono - tutti od in parte - contrari, la proposta é restituita alla Commissione che può riproporla soltanto dopo l'adeguamento dei contenuti alle osservazioni effettuate dagli organi tecnico - amministrativi e purché sia assicurata la copertura finanziaria.

Art. 19

Funzionamento delle Commissioni

1. Due o più Commissioni possono essere convocate dal Presidente del Consiglio in seduta comune, anche su richiesta di una delle Commissioni interessate, per l'esame di questioni che abbiano attinenza con le materie di competenza di ciascuna di esse.

2. La seduta comune é presieduta dal Presidente del Consiglio o da un vice Presidente di una delle Commissioni interessate designato dallo stesso Presidente del Consiglio.

3. La riunione é valida se sono presenti almeno la metà dei componenti complessivi delle Commissioni convocate e almeno un terzo di ognuna.

4. Ogni Commissione, per questioni di particolare importanza, può chiedere ad altre Commissioni, che devono adempiere entro cinque giorni, un parere anche limitatamente a singoli punti.

5. Per ciascuna questione o proposta la Commissione può nominare un proprio relatore.

6. Qualora la Commissione non esprima il proprio parere entro dieci giorni dalla richiesta, o quindici giorni quando si tratti di pareri obbligatori, il Presidente del Consiglio può rimettere la pratica al Consiglio, o, su richiesta del Sindaco, iscrive la proposta all'ordine del giorno.

7.In ogni caso dovranno essere rispettati i termini previsti dall'articolo 20 della L.R.7/92 per la riunione del Consiglio.

 

8. Per ogni Commissione sarà istituito un apposito registro con l'indicazione, anche temporale, degli atti esaminati e dei pareri espressi

 

 

 

 

 

Capo V

LE COMMISSIONI SPECIALI

Art. 20

Commissione di indagine

1. Il Consiglio Comunale, a maggioranza assoluta dei suoi componenti, per effettuare accertamenti su fatti, atti, provvedimenti su materie attinenti l’amministrazione Comunale, può deliberare su proposta di almeno tre Consiglieri l’istituzione di una commissione di indagine, definendone nel contempo l’oggetto, l’ambito e il termine per riferire all’assemblea consiliare.

2. La commissione, nominata dal Presidente del Consiglio, è composta da Consiglieri comunali designati dai capigruppo in rappresentanza e proporzionalmente alla consistenza di ogni gruppo consiliare.

.3. La commissione, presieduta dal Consigliere indicato di concerto dai capi gruppo della minoranza, che ne coordina l’attività, può disporre audizioni ed ha diritto di accesso a tutti gli atti, anche di natura riservata, relativi all’oggetto dell’inchiesta. Il vice Presidente è eletto dalla commissione nel suo seno a maggioranza dei componenti.

4. La commissione per l’espletamento dell’incarico ha il potere di ascoltare gli Amministratori, i rappresentanti del Comune, il Segretario Comunale e gli altri dipendenti, così come può convocare i terzi interessati dall’oggetto dell’indagine.

5. I verbali della commissione saranno redatti da un dipendente del Comune incaricato dal Presidente e resteranno, assieme alle audizioni e ai risultati dell’indagine, riservati fino alla loro presentazione al Consiglio della relazione finale, che esporrà i fatti accertati e i risultati dell’indagine, escludendo ogni riferimento non connesso o non utile all’indagine stessa.

6. Il Consiglio Comunale, preso atto della relazione, adotta gli eventuali provvedimenti o esprime agli Organi competenti i propri giudizi o orientamenti.

7. Per il funzionamento, la convocazione e gli altri adempimenti procedurali si applicano le disposizioni di cui agli articoli precedenti.

 

 

 

 

 

 

Art. 21

Commissioni di studio

1. Il Consiglio comunale può nominare, come previsto dal secondo comma dall'articolo precedente, delle Commissioni con l'incarico di studiare problemi, piani e programmi di rilevanza straordinaria, compresi fra le competenze allo stesso attribuite dalle leggi e dallo statuto, provvedendo per tale specifico fine ad assicurare alle Commissioni l'opera dei dipendenti comunali e di esperti esterni, scelti dal Consiglio fra chi ha riconosciuta competenza nelle materie da trattare.

2. Possono essere incaricate dal Consiglio di effettuare indagini conoscitive relative al funzionamento dei servizi, all'attuazione dei programmi, progetti ed interventi.

3. Con la deliberazione d'incarico sono stabilite le modalità e la durata dello stesso e, in via definitiva, le competenze dovute ai membri esterni, i tempi di pagamento e la copertura finanziaria a carico del bilancio dell'Ente.

5. Il Presidente e il vice Presidente sono eletti fra componenti della stessa commissione a maggioranza assolta dei componenti.

6. Il Presidente della Commissione riferisce al Consiglio, periodicamente, sui lavori e sottopone allo stesso, alla conclusione dell'incarico, la relazione e gli atti che costituiscono lo studio effettuato.

Art. 22

Commissioni consultive

1. Il Consiglio comunale, per l'esercizio delle proprie funzioni, può nominare, come previsto dal secondo comma dell'articolo 20, delle Commissioni consultive competenti a rilasciare pareri non vincolanti su particolari materie attribuite dalla legge e dallo Statuto alla competenza del Consiglio stesso.

2. Con la deliberazione di nomina, il Consiglio delimiterà i termini della questione e i quesiti a cui la commissione deve rispondere, provvedendo per tale specifico fine ad assicurare alle Commissioni l'opera dei dipendenti comunali e di esperti esterni, scelti dal Consiglio fra chi ha riconosciuta competenza nelle materie da trattare.

3. Con la deliberazione d'incarico sono stabilite le modalità e la durata dello stesso e, in via definitiva, le competenze dovute ai membri esterni, i tempi di pagamento e la copertura finanziaria a carico del bilancio dell'Ente.

4. Il Presidente e il vice Presidente sono eletti fra componenti della stessa commissione a maggioranza assolta dei componenti.

5. Il Presidente della Commissione riferisce al Consiglio, periodicamente, sui lavori e sottopone allo stesso, alla conclusione dell'incarico, la relazione e gli atti che costituiscono lo studio effettuato.

 

 

 

 

Art. 23

Norme comuni

1. Come previsto dallo statuto, la composizione numerica delle Commissioni speciali é per quanto non previsto, sarà stabilita con la deliberazione di istituzione.

2. Gli uffici interessati e gli esperti da affiancare alla Commissione saranno individuati in base alla materia e all'oggetto dell'attività della Commissione e concordati dalla Conferenza dei Capi gruppi.

3. Ad integrazione di quanto previsto dai relativi articoli, per la nomina, la convocazione e per il funzionamento delle Commissioni speciali si applicano, in quanto compatibili, le norme previste per le Commissioni permanenti.

 

 

 

 

Capo VI

AUTONOMIA FUNZIONALE E ORGANIZZATIVA

Art. 24

Autonomia funzionale

1. Per l’espletamento delle funzioni e per il funzionamento delle commissioni consiliari, il Presidente del Consiglio si avvale delle risorse all’uopo destinate e delle strutture esistenti nel Comune.

2. Nel bilancio di previsione le risorse finanziarie necessarie al funzionamento del Consiglio, dei gruppi consiliari, delle commissioni consiliari, per le spese istituzionali connesse alle funzioni del Presidente del Consiglio e allo status dei Consiglieri sono allocate in modo da essere distinte dalle altre spese per gli organi istituzionali.

3. La programmazione dell’utilizzo delle risorse è demandata al Presidente del Consiglio che, sentita la Conferenza dei Capi gruppo, la specificherà con atti di indirizzo e programmazione al dirigente della struttura che si occupa del Consiglio e delle sue attività.

4. Le risorse per la custodia, la pulizia e la manutenzione delle strutture necessarie al funzionamento delle Commissioni gravano sui servizi istituzionali e sono affidate ai servizi di supporto del comune.

Art. 25

Autonomia organizzativa

  1. L’unità operativa che si occupa dei servizi necessari a garantire la funzionalità del Consiglio comunale e dei suoi organi, cosi come definiti dallo Statuto, esplica compiti di supporto tecnico, operativo e gestionale anche per le attività delle Commissioni.

 

2. Assicura, con l’assistenza giuridica del Segretario del comune, il funzionamento delle commissioni sotto il profilo procedurale, la verbalizzazione delle riunioni degli stessi. La redazione degli atti e dei provvedimenti, la registrazione e le procedure conseguenti.

3. Per le attività della Conferenza dei Capi gruppo e delle Commissioni, il Presidente si avvale della predetta unità operativa, mentre per l'espletamento di altri servizi si avvale delle strutture esistenti nel Comune e del relativo personale in relazione alle risorse e disponibilità degli uffici.

4 L’approntamento, la custodia, la pulizia e la manutenzione delle strutture necessarie al funzionamento delle Commissioni e della conferenza dei Capi gruppo, sono affidate ai servizi di supporto del comune.

 

 

Art. 26

Attività di gestione

1. Nei limiti delle risorse assegnate e secondo la programmazione e gli indirizzi stabiliti dal Presidente del Consiglio, il dirigente preposto alla struttura operativa adotta tutti gli atti di gestione non riservati dalla legge o dallo Statuto al Presidente del Consiglio o al Sindaco.

2. Il Sindaco attribuisce al predetto dirigente i compiti e le funzioni previste dall’articolo 51 della legge 142/90 cosi come recepita e modificata dalle norme della Regione.

4. Il predetto dirigente provvede anche alla liquidazione delle indennità di funzioni, del rimborso spese, dei gettoni e degli oneri previdenziali e assistenziali collegati alla presenza, mentre per le indennità periodiche e i relativi oneri il servizio finanziario provvederà direttamente all’emissione del relativo mandato di pagamento.

5. Compete al predetto dirigente la certificazione delle presenze dei Consiglieri per l’espletamento del proprio mandato.

 

 

 

 

 

 

Capo VII

NORME FINALI

Art. 27

Diffusione del regolamento

1. Copia del presente regolamento sarà consegnata ad ogni Consigliere comunale.

2.Copia del regolamento deve essere depositata nella sala delle adunanze delle Commissioni, durante le riunioni, a disposizione dei Consiglieri.

 

 

3. Il Sindaco invierà copia del regolamento agli organismi di partecipazione popolare e del decentramento, all'organo di revisione, al Difensore civico, agli enti, istituzioni, etc. dipendenti od ai quali il Comune partecipa.

Art. 28

Norme transitorie

  1. Nella prima applicazione si procederà alla costituzione delle Commissioni permanenti previste nell'allegato A) entro tre giorni dall'entrata in vigore del presente regolamento.

2. Le eventuali Commissioni speciali in carica alla data di entrata in vigore del presente regolamento completano i loro lavori nei termini prefissati. Le eventuali commissioni permanenti completano l'esame delle proposte o pratiche introitate e saranno rinnovate nei termini di cui al comma precedente.

3. Sono abrogate le norme dei regolamenti comunali in contrasto con quanto disposto dal presente regolamento.

 

 

 

 

 

Art.29

Entrata in vigore

1. Il presente regolamento entra in vigore dopo il favorevole riscontro da parte dell'organo di controllo e la successiva pubblicazione per 15 giorni all'albo pretorio del comune.

2. Sarà inserito nella raccolta dei regolamenti, in libera visione di chiunque ne faccia richiesta, mentre per il rilascio di copia informale dovrà essere corrisposto il costo di riproduzione, come previsto dalle vigenti disposizioni.

 

Art. 30

Le norme del presente Regolamento si applicano se non sono incompatibili con le norme del regolamento e di funzionamento del Consiglio C.le

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

REGOLAMENTO PER L'ISTITUZIONE E IL FUNZIONAMENTO

DELLE COMMISSIONI CONSILIARI

I N D I C E

C A P O I DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 1 Oggetto e finalità

Art. 2 Norme di riferimento

Art. 3 Interpretazione del regolamento

Art. 4 Sede delle adunanze

Art. 5 Pubblicità delle sedute

Art. 6 Riunioni aperte

C A P O II I COMPONENTI LE COMMISSIONI

Art. 7 Mandato elettivo

Art. 8 Dimissioni, decadenza etc.

Art. 9 Diritto di iniziativa

Art. 10 Diritto di informazione

C A P O III GLI ORGANI CONSILIARI

Art. 11 I gruppi consiliari

Art. 12 Conferenza dei Capi gruppo

Art. 13 Il Presidente del Consiglio

C A P O IV LE COMMISSIONI PERMANENTI

Art. 14 Costituzione e composizione

Art. 15 Presidenza delle Commissioni

Art. 16 Convocazione delle Commissioni

Art. 17 Riunioni delle commissioni

Art. 18 Funzioni delle commissioni

Art. 19 Funzionamento delle commissioni

C A P O V LE COMMISSIONI SPECIALI

Art. 20 Commissione di indagine

Art. 21 Commissioni di studio

Art. 22 Commissioni consultive

Art. 23 Norme comuni

C A P O VI AUTONOMIA FUNZIONALE E ORGANIZZATIVA

Art. 24 Autonomia funzionale

Art. 25 Autonomia organizzativa

Art. 26 Attività di gestione

C A P O VII NORME FINALI

Art. 27 Diffusione del Regolamento

Art. 28 Norme transitorie

Art. 29 Entrata in vigore